Comunicato SISM: Fermiamo le stragi nel Mediterraneo


A seguito del naufragio avvenuto in data 19 aprile 2015 nel Canale di Sicilia che ha tragicamente portato alla morte di centinaia di persone, condividiamo una testimonianza pubblicata dalla SIMM – Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, nostro partner ufficiale.

«A chi chiede: “Non era meglio rimanere a casa piuttosto che morire in mare?”, rispondo: “Non siamo stupidi, né pazzi. Siamo disperati e perseguitati. Restare vuol dire morte certa, partire vuol dire morte probabile. Tu che sceglieresti? O meglio cosa sceglieresti per i tuoi figli?”.
A chi domanda: “Cosa speravate di trovare in Europa? Non c’è lavoro per noi, figurarsi per gli altri”, rispondo: “Cerchiamo salvezza, futuro, cerchiamo di sopravvivere. Non abbiamo colpe se siamo nati dalla parte sbagliata e soprattutto voi non avete alcun merito di essere nati dalla parte giusta”.
A chi chiede: “Come si possono evitare altre morti nel Mediterraneo?”, rispondo: “Venite a vedere come viviamo, dove abitiamo, guardate le nostre scuole, informatevi dai nostri giornali, camminate per le nostre strade, ascoltate i nostri politici. Prima dell’ennesima legge, dell’ennesima direttiva, dell’ennesima misura straordinaria, impegnatevi a conoscerci, a trovare le risposte nel luogo da cui si scappa e non in quello in cui si cerca di arrivare. Cambiate prospettiva, mettetevi nei nostri panni e provate a vivere una nostra giornata. Capirete che i criminali che ci fanno salire sul gommone, il deserto, il mare, l’odio e l’indifferenza che molti di noi incontrano qui non sono il male peggiore»
Awas Ahmed, rifugiato somalo in Italia

Riteniamo, come studenti di Medicina e futuri professionisti in ambito sanitario, che la tutela del diritto alla salute – e più in generale dei diritti umani universali – sia un dovere imprescindibile di una società che fa dell’equità un suo valore portante.
Alla luce di ciò il SISM, in accordo con i propri principi fondanti, ritiene inaccettabile il verificarsi di tragedie come queste, che da anni si perpetuano nelle acque del Mediterraneo come conseguenza di politiche migratorie miopi, fallimentari e talvolta contraddittorie.
È necessario che le istituzioni europee rispondano con fermezza all’esigenza di canali d’accesso all’Europa sicuri e legali, che garantiscano protezione e sicurezza a tutte le persone in fuga da povertà, guerra e persecuzioni.

Il Consiglio Nazionale del SISM – Segretariato Italiano Studenti in Medicina