Cos’è la Peer Education


COS’E’ LA PEER EDUCATION?
La Peer Education tra giovani è un processo mediante il quale giovani ben preparati e motivati intraprendono attività educative informali o organizzate con individui appartenenti al loro stesso gruppo (per età, background o interessi) per un periodo di tempo. L’intento è quello di sviluppare le loro conoscenze, le attitudini, le credenze e le competenze che gli consentiranno di essere responsabili della propria salute.
La Peer Education può svolgersi individualmente o in piccoli gruppi e può avvenire in una varietà di ambienti:
nelle scuole, nei club, nei luoghi religiosi, di lavoro, per strada, od ovunque i giovani si riuniscano. Esempi di attività di educazione tra pari sono:
• sessioni interattive con gli studenti utilizzando tecniche come il brainstorming di gruppo, giochi di ruolo o storie personali;
• rappresentazioni teatrali, seguite da discussioni di gruppo, e
• conversazioni informali con i giovani in una discoteca su comportamenti a rischio per la salute e indirizzarli ai servizi adeguati.
La Peer Education può essere usata in diversi gruppi di età e per i vari obiettivi. Negli ultimi decenni, la Peer Education è stata usata estensivamente in programmi per la prevenzione dell’HIV / AIDS e la salute riproduttiva in tutto il mondo.
Inoltre, invita i giovani a partecipare in processi che li riguardano e ad accedere alle informazioni e ai servizi di cui hanno bisogno per salvaguardare la loro salute.

PERCHE’ LA PEER EDUCATION?
La Peer Education ha diversi vantaggi rispetto ad altri metodi per l’educazione alla salute. Un importante vantaggio è la credibilità di cui godono i Peer Educators agli occhi dei ragazzi con cui lavorano. I giovani che hanno avuto contatti con la Peer Education spesso apprezzano questo approccio perché la comunicazione è agevolata da un background comune tra l’educatore e il suo pubblico. Sono infatti comuni gli ambiti d’interesse, il gusto per la musica, l’uso della linguaggio, i temi della famiglia (problemi con fratelli o sorelle, problemi con i genitori, lotta per l’indipendenza, ecc), e le esigenze di ruolo (studente, membro del team, ecc.) Un altro vantaggio dell’educazione tra pari è che i giovani Peer Educators hanno meno probabilità di essere visti come autorità che “predicano” su come devono comportarsi gli altri. Piuttosto, il processo di educazione tra pari è percepito più come ricevere suggerimenti da un amico che ne sa di più. Un educatore coetaneo viene visto come qualcuno che sa cosa significa essere un giovane, e che sta cercando di essere d’appoggio e di consiglio.
IL PROGETTO
È diretto agli studenti delle scuole medie superiori, a seconda dell’età che gli insegnanti ritengono più appropriata per la loro scuola, considerati i programmi di scienze e il genere di ragazzi che frequenta la loro scuola.
Il progetto coinvolgerà studenti dell’Università di Pavia previo corso di formazione tenuto da Professori della stessa Università.
Obiettivi :
– valutare il reale livello di informazione e conoscenza sulla contraccezione e sulle Malattie Sessualmente
Trasmesse ed intervenire con l’integrazione/correzione ove si dimostri necessario.
– individuare le componenti emozionali ed i vissuti che determinano atteggiamenti inadeguati e scarsa consapevolezza, se non addirittura comportamenti a rischio.
STORIA DEL PROGETTO DI PEER-EDUCATION NEL SISM-PAVIA
Il progetto di Peer Education parte, nella sede di Pavia del SISM, nell’anno accademico 2008-2009 con una classe pilota nel Liceo Classico Statale “Ugo Foscolo”. Il progetto piace e l’anno dopo si amplia ad altre 2 scuole superiori raggiungendo un totale di una ventina di classi; per coprirle viene realizzato il primo corso di Peer Education per studenti dell’Università degli Studi di Pavia che coinvolge 14 studenti, realizzato con l’aiuto di trainers esterni. L’anno seguente si amplia maggiormente e si arriva a fare incontri in 36 classi, disponendo complessivamente di circa 20-25 Peer Educators grazie a un nuovo corso. Nel 2011-2012 infine si sono svolti gli incontri in 51 classi in 5 scuole diverse e si è potuto realizzare un corso in Peer Education che ha formato 21 nuovi Peer Educators, con trainers locali dell’Università di Pavia. Questi trainers hanno seguito corsi internazionali e hanno ottenuto l’abilitazione di trainers certificati da Y-PEER e IFMSA, che possono ora tenere corsi di Peer Education anche in altre Sedi Locali del Segretariato Italiano Studenti in Medicina e diffondere il progetto a livello nazionale. Nel maggio 2011/2012 si sono formati altri 19 Peer Educators, che si sono aggiunti agli altri educatori esperti, e nell’anno 2012/2013 sono state coperte 57 classi in 3 istituti superiori diversi. Nella primavera 2012/2013 un nuovo corso di formazione ha aggiunto al nostro gruppo di educatori altri 11 Peer Educators.
PERCHÉ FARE QUESTO PROGETTO
Proponiamo questo progetto perché, nonostante la crescente consapevolezza dell’importanza dell’educazione sessuale, nella nostra società sono ancora molti i comportamenti a rischio. Il sesso, infatti, è ancora ritenuto un argomento tabù e manca pertanto un’educazione sistematica al riguardo.
Se prendiamo come indice dell’efficacia della contraccezione in Italia i dati delle Interruzioni Volontarie di Gravidanza (IGV) e l’epidemiologia delle Malattie Sessualmente Trasmissibili, si nota come ancora molto possa essere migliorato.
Il tasso di interruzione volontaria di gravidanza nel 2006 secondo i dati pubblicati dal Ministero della Salute risulta di 9,4 per 1000 donne in età fertile, con un picco di 15,9 per 1000 tra le donne comprese tra i 20 e i
24 anni. Del totale degli aborti il 46,4% avviene tra le donne con diploma di scuola superiore. Questo tasso corrisponde, d’altra parte, a un rapporto di abortività di 235,5 aborti per 1000 nati vivi, che vuol dire che su cinque gravidanze iniziate, una finisce in un aborto.
L’Istituto Superiore di Sanità riporta che le MST sono in aumento, in particolare l’herpes genitale, condilomi acuminati e patologie quasi scomparse come la sifilide e il linfogranuloma venereo. Gli unici dati nazionali disponibili riguardo alle MST sono i dati ISTAT relativi a gonorrea e sifilide, anche se non sono del tutto attendibili a causa della sotto-notifica dei casi. Inoltre gli esperti stimano che le persone infette da HIV in Italia siano circa 100.000 al 2008. È importante sottolineare che queste sono però solo stime, in quanto è possibile quantificare i malati di AIDS, coloro cioè che hanno sviluppato la malattia, ma non i portatori del virus che ancora non l’hanno sviluppata e che quindi proprio per questo possono essere inconsapevolmente una maggiore fonte di infezione. La Regione Lombardia, inoltre, è la regione italiana con il più alto tasso di malati di AIDS.
Il nostro intento non è quello di condannare i comportamenti dei giovani, ma quello di dare loro gli strumenti per fare scelte responsabili anche in materia di sessualità.